Jackson Five – Jacksons – Michael Jackson
Michael Joseph Jackson nasce il 29/08/1958 a Gary seconda città dell’Indiana dopo Indianapolis, settimo di nove figli. Di famiglia certo non benestante, il padre Joseph (detto Joe) lavora nell’acciaieria della città e come hobby suona la chitarra in una piccola band locale di R&B mentre la mamma Katherine è clarinettista e cantante blues. E’ facile quindi intuire la passione per la musica che inevitabilmente viene trasmessa anche ai figli.
Tutto ha inizio nel 1963: Michael ha cinque anni….
Ogni qualvolta il padre è fuori casa Tito (uno dei sei fratelli) “ruba” la sua chitarra (custodita gelosamente in uno stanzino chiuso a chiave) e si esercita accompagnato dai fratelli. Un giorno succede l’irreparabile, ma anche quello che permette al padre di capire il talento dei figli: la rottura di una corda. L’arrabbiatura del padre è molta ma quando Tito suona la chitarra, Joseph capisce che non è stata usata come giocattolo ma per quello che è: uno strumento. Così Joseph Jackson diventa padre-padrone-manager dei giovani figli: costituisce un gruppo che i primi anni fa spettacolini per amici e parenti dove Michael inizialmente suona le percussioni. Nel 1968 prende forma la carriera dei fratelli Jackson, Joseph è estremamente esigente e perfezionista: Michael e i suoi fratelli devono provare, provare e riprovare: l’esecuzione del pezzo deve essere impeccabile così i cinque fratelli pur essendo ancora bambini passano le loro giornate andando a scuola, facendo le prove, studiando, esibendosi in piccoli locali della città. Non hanno tempo per fare ciò che ogni bambino dovrebbe fare a quell’età: giocare. Le nostre 5 mini star, Michael, Jackie, Tito, Marlon e Jermaine intraprendono delle specie di tours nei locali della zona e conquistano qualsiasi tipo di pubblico. Ormai, nel giro di non pochi chilometri li conoscono tutti e la Jackson Family è richiesta dai locali del circondario più di qualsiasi altro piccolo gruppo del luogo. Michael, a quei tempi, ha 10 anni ed è già il leader del gruppo, ha infatti abbandonato le percussioni ed è ora la voce solista del gruppo sostituendo il ruolo che era di Jermaine.

Non passa molto tempo che i cinque baldi giovani si trovano da soli su un palcoscenico a dover affrontare un pubblico vero: prima quello dell’Apollo Theatre di New York, e poi quello dell’Uptown di Philadelphia.Il successo che ottengono è impressionante, e lo è ancora di più se si pensa che, i Jackson Five di allora non erano che agli esordi, e che la fama che raggiungeranno in seguito sarebbe stato cento volte superiore a quella che hanno ottenuto a New York e Philadelphia. Joseph, visto il crescente successo decide di lasciare il lavoro all’acciaieria e dedicarsi a tempo pieno al lavoro di manager dei figli: non vuole più essere chiamato daddy (papà) ma Joseph ed avere un rapporto unicamente lavorativo. A quei tempi picchiare i figli era pressoché normale: se Joe non era soddisfatto di una loro esibizione usava la cinghia. Michael era il più piccolo ma era il leader, di conseguenza era quello su cui Joe aveva più pretese e su cui si “sfogava” di più… Terminata la scuola i ragazzi salivano sulla macchina del padre ed iniziava il loro pellegrinaggio presso le varie case discografiche per cercare di sfondare nell’impero della musica: il loro peregrinare non dura molto, infatti nel 1969, il presidente della Motown Record, importante etichetta discografica della Soul Music, la stessa dei Temptation, di Gladys Knight e di Diana Ross, contatta i 5 fratelli che firmano il loro primo contratto discografico e debuttano con il singolo “Let’s Go”. Barry Gordy, presidente della Motown diventa la guida artistica del gruppo ed esce il primo disco: Diana Ross present the Jackson Five. Ed è proprio con Diana che Michael instaura un rapporto di profonda amicizia: in quel periodo lui e i suoi fratelli sono ospiti a casa sua e proprio con lei Michael si avvicina alla pittura, alla musica classica. Con lei si diverte con scherzi e diventa come lui stesso la definisce la sua amica-mamma-amante pur non essendolo realmente. Con Michael come voce solista i fratelli partono in quarta e si lanciano con i primi dischi che, l’uno dopo l’altro, conquistano le classifiche diventando ovunque numeri uno. Di quattro brani uno vince addirittura il Grammy come miglior canzone pop 1971: la canzone si intitola “ABC”, le altre tre, in ordine cronologico, sono “I Want You Back”, “The Love You Save”, “I’ll Be There”. Sono ormai un fenomeno di costume tanto che viene ideata una serie di cartoni con le avventure dei cinque fratelli di Gary.
Contemporaneamente Michael incomincia la carriera come solista, pur mantenendo l’impegno con i fratelli: la casa discografica rimane la stessa, la Motown, e il primo album è “Got To Be There” e i singoli estratti “Rockin Robin”, “I Wanna Be Where You Are” diventano subito successi. Pubblica anche un secondo album “Ben” colonna sonora dell’omonimo film, che raccontala storia di una particolare amicizia tra un Ratto (Ben appunto) ed un bambino: la voce di Michael è carica di emozione e trasforma la canzone che avrebbe potuto raccogliere critiche o essere ridicola in un capolavoro. Dal 1971 al 1976 è un susseguirsi di successi a livello internazionale. Gli album di Michael che riscuotono il maggior apprezzamento sono “Ben”, “Music and Me” “Forever Michael”, “The Best Of Michael Jackson”.
Tra i dischi più venduti dai cinque fratelli troviamo invece “Never Can Say Goodbye”, “Mama’s Pearl”, “Get It Together”, “Dancing Machine” e “Forever Came Today”. Di disco in disco, l’affiatato gruppo cresce sempre più artisticamente e musicalmente e, con il progredire del loro sound, il livello delle vendite aumenta proporzionalmente, tanto che i Jackson Five diventano il gruppo più forte al livello discografico. L’ultimo Lp che esce per la Motown è “Moving Violations”. Il 1976 è un anno di cambiamenti: i Jackson Five diventano Jacksons e nel mese di marzo la loro casa discografica non è più la Motown, ma la Epic Records, con la quale il gruppo firma il nuovo contratto, sostituendo con il fratello Randy il fratello Jermaine, che decide di tentare la strada da solista rimanendo alla Motown: anche perché sposato con la figlia di Barry Gordy, Presidente della casa discografica. Il trionfo dei Jacksons è scontato: il primo lp, The Jacksons ha milioni di copie vendute tra album e il singolo e, in più, la conquista del disco d’oro. Così la CBS decide di assicurarsi la presenza del gruppo richiedendolo per un programma di varietà a puntate in cui i 5 fratelli cantano, ballano, recitano: The Jacksons Show. Il secondo album per la Epic Records è del 1977, si tratta di “Goin’ Places”. Nel 1978 i Jacksons diventano produttori e incidono “Destiny”, disco che si rivelerà un capolavoro, scritto interamente da loro l’album vende più di un milione di copie in tutto il mondo. Il brano “Shake Your Body”, scritto da Michael e Randy, vende addirittura due milioni di copie conquistando così il disco di platino. Con la produzione di questo disco i Jacksons collocano il loro nome tra quelli dei grandi produttori e da autori di pop e Rn’B.
Sempre nel 1978, Michael conosce Quincy Jones, famoso produttore, musicista e compositore di colonne sonore. Il luogo di incontro è il film “The Wiz” rifacimento in chiave musical del famoso “Mago di Oz”. Il film vede Quincy nelle vesti di compositore e Michael al suo debutto come attore: interpreta infatti il ruolo di spaventapasseri, mentre Diana Ross è Dorothy. I due cantano bellissimi duetti: “You can’t win” e “Ease on down the road”. E’ la sua prima esperienza di recitazione sul grande schermo: Michael lo fa in maniera esemplare e ama particolarmente l’esperienza di camuffarsi per poter sembrare qualcun altro.
Off The Wall – Someone in the dark
Nel 1979 l’amicizia con Quincy Jones dà i suoi fruitti : egli, infatti, produce “Off The Wall”, il primo lp di Michael come solista per la Epic-CBS. Il sound si raffina, i gesti, i movimenti di Michael sottolineano un ritmo energico, aggressivo, esplosivo. L’album si rivela come l’ennesimo miracolo firmato Jackson: in esso Michael mette in evidenza le sue doti di vocalista, interprete ed autore; anche la collaborazione dei colleghi artisti dà un tocco di eleganza in più all’album: “I Can’t Help It” è firmato Stevie Wonder, e Paul McCartney offre “Girlfriend”. Notevole anche l’apporto di Rod Temperton e Steve Porcaro dei Toto. Michael riceve il Grammy come miglior vocalista per il brano “Don’t stop Till You Get Enough”. “Off The Wall” diventa storico: vende 5 milioni di copie solo in America e più di 3 milioni di copie in tutto il mondo. “Don’t Stop” e “Rock With You” diventano numeri uno e vendono 1 milione di copie ciascuno. Famosa è la canzone “She’s out of my life” Michael nel cantarla si commuove fino alle lacrime…. Quincy Jones deve chiedergli di cantarla più e più volte ma alla fine come si nota nell’ascolto la commozione di Michael si sente e a nulla servono i tentativi di reincisione. Lo struggimento di Michael è dovuto al fatto che la canzone è per lui legata a Diana Ross: il pensiero di aver perso ciò che ha vissuto con lei anche a causa del suo diventare adulto è per lui molto doloroso. Inizia già da qui a trasparire la fragilità di Michael, la sua timidezza, il suo essere eterno bambino, il suo imbarazzarsi di fronte a certi argomenti, il suo emozionarsi.
Intanto prosegue parallelamentela carriera di Michael come componente dei Jacksons che nel conquistano un altro disco di platino pubblicando e producendo l’album “Triumph. Nel 1981 i Jacksons partono per un’altra tournée di successo, che frutterà ben 5 milioni di dollari di incasso complessivo. Sempre nello stesso anno Michael si innamora di un film di fantascienza, E.T. di Steven Spielberg, così esce un lp in cui Michael narra le avventure di E.T. e canta “Someone In The Dark”.
In quel periodo Michael ha una storia d’amore con Tatum O’Neal figlia del celebre attore Ryan O’Neal, storia fortunatamente vissuta al riparo dai flash della stampa. Michael lo rileva anni dopo: “Il primo appuntamento fu con Tatum, ci incontrammo in un club e ci scambiammo il numero di telefono. Ci siamo chiamati a vicenda: le ho parlato per ore dalla strada, da casa, dalla studio. Al nostro primo appuntamento siamo andati ad una festa dove ci siamo molto divertiti. Per la prima volta lei mi tenne la mano….ero seduto al tavolo e tutto ad un tratto sentii questa mano morbida raggiungere ed afferrare la mia . Era Tatum. Questo per molti non significherebbe niente ma per me significò molto. Lei MI TOCCO’. Nel passato le ragazze mi avevano sempre toccato durante le tournee afferrandomi e urlando. Ma con lei era completamente diverso: la nostra storia si sviluppò in una relazione molto intima: mi innamorai di lei e lei di me e rimanemmo uniti per molto tempo: poi la nostra relazione terminò ma lasciò il posto ad una buona amicizia.” Anche da questa dichiarazione si evince che l’animo di Michael è puro e innocente come quello di un bambino.
Thriller – Say say say
Nel Novembre del 1982 esce “Thriller” che diventa numero uno nel Febbraio del 1983. Per tutto il mese successivo detiene tale posizione a dispetto di qualunque altro artista. A Marzo di fronte a 10 milioni di telespettatori debuttano i video di Bille Jean e Beat It su Mtv: è la prima volta che l’emittente trasmette un video di un afroamericano per altro uno dei primi artisti a ballare oltre a cantare. Il video di Beat It racconta la storia di due gangs di strada che si affrontano a suon di lotte e coltelli dove Michael interviene facendo da paciere. La particolarità di questo video è il atto di avere utilizzato come attori/ballerini ragazzi provenienti realmente dalla strada. Intorno a Novembre il numero delle copie vendute dell’album raggiunge i 10 milioni, battendo così tutti i record di vendita, per un lp, nella storia della discografia. Secondo le aspettative il boom dovrebbe diminuire di intensità dopo il Natale invece su Mtv debutta il video di “Thriller”, di 14 minuti, ancora più forte di “Billie Jean” e “Beat It”. Thriller è un vero e proprio minifilm diretto da John Landis già regista di pellicole di successo tra cui “Un lupo mannaro americano a Londra” a cui si ispira appunto Thriller. Ed è la prima volta che ad un video musicale si associa un storia vera e propria: Michael prima si trasforma in lupo e poi balla un fantastico balletto in compagnia di zombies. Come reazione si ha la vendita di sette milioni e mezzo di copie soltanto negli Stati Uniti. Il successo cresce ancora fino a sfiorare quasi il quarantesimo milione di copie di dischi venduti in tutto il mondo, più, naturalmente, premi, riconoscimenti e notorietà a non finire. Esce anche la videocassetta di “The making of Thriller”, la più venduta nella storia della musica. Michael non è l’unico artefice del grande successo, dobbiamo ricordare Quincy Jones, grande produttore, quasi un “direttore artistico”, il grandissimo Paul McCartney che duetta con Michael in “The Girl Is Mine”, poi ancora Eddie Van Halen che esegue un assolo alla chitarra in “Beat It”. Altra simpatica collaborazione, anche se chiaramente meno incisiva è quella delle due sorellie di Michael, Janet e La Toya, che fungono da coriste nel brano “P.Y.T.”.
Secondo Quincy Jones con questo disco Michael Jackson “entra in contatto con tutte le anime del mondo”: 33 settimane di presenza nelle classifiche americane, numero uno per 20 settimane (in ventanni soltanto tre Lp avevano saputo fare altrettanto) otto Grammy Award.
Alla cerimonia di consegna dei Grammy, Michael si presenta con un paio di Ray-Ban agli occhi: da mesi sono diventati il suo modo di difendere se stesso dal mondo, da anni la sua vita è sotto ai riflettori, esposta a tutti, il poter nascondere anche solo una piccola parte di se stesso gli sembra meraviglioso. Ma proprio al momento dei ringraziamenti Michael si toglie gli occhiali guarda fisso la telecamera e dice “Questo è per te Katharine”. La frase è rivolta a Katharine Hepburn, sua cara amica la quale in un loro recente incontro gli aveva fatto notare quanto la sua necessità di indossare gli occhiali potesse non essere compresa e potesse offende i suoi fans. Dopo il gran colpo di “Thriller” Michael sembra sfinito e decide di non buttarsi in altre imprese discografiche, visto che l’album è una stella destinata a brillare a lungo. La stampa e le riviste iniziano così ad interessarsi oltre alla sue qualità artistiche anche alla sua vita privata, scandagliandola alla ricerca di qualsiasi particolare e segnalando le sue stranezze. Il suo aspetto è cambiato: si è sottoposto ad un rinoplastica: il suo naso è più sottile rispetto agli anni precedenti. Si vocifera di una relazione tra Michael e Brooke Shields, relazione che Michael definisce un amicizia romantica. Michael concede un po’ di sé: in un’intervista racconta di essere estremamente vulnerabile, introverso, di non avere amici della sua età, di non uscire volentieri di casa; racconta il suo mondo fatto di animali esotici, pupazzi, manichini con cui dialoga come fossero veri amici. Vive infatti in un ranch ad Encino (California) circondato da una serie di animali tra cui il suo lama Louie, il suo pitone Muscles e il suo “amico più caro” lo scimpanzé Bubbles.
Il 16/3/1983 la Motown organizza uno show per riunire parte degli artisti che negli anni ha lanciato: tra questi i Jackson e Michael. Michael accetta di partecipare ponendo una condizione: canterà il medley delle canzoni dei Jackson Five ma anche una sua canzone: Billie Jean. Questa esibizione passa alla storia: Michael balla “violando le leggi della fisica” (frase usata da Fred Astaire che lo nomina suo “erede nel ballo”) e lancia per la prima volta il Moonwalk il famoso passo fatto scivolando all’indietro con i piedi e un’altra sua posa caratteristica: ginocchia piegate e in equilibrio sulla dita dei piedi. Ma proprio quest’ultimo passo non è perfetto: non iresce a stare immobile abbastanza a lungo.
E’ arrabbiato e deluso con sé stesso fino a che, terminato lo show, incontra un bambino dietro le quinte che gli dice che è stato meraviglioso ed entusiasta gli chiede come possa ballare in quel modo. Michael a questo punto è soddisfatto perché i bambini non raccontano bugie. Successivamente a questa esibizione le vendite di Thriller continuano e non accennano a diminuire. Sempre nel 1983 Michael collabora nuovamente con Paul Mc Cartney nella canzone “Say say say” dove nel video compare anche la sorella La Toya. Inoltre Michael in questo periodo concede la sua immagine alla stampa e alla pubblicità e firma un contratto per uno spot con l’azienda produttrice di una famosa bibita, la Pepsi.
Ed è proprio durante la realizzazione di uno spot per la Pepsi che nel 1984 Michael è vittima di un incidente: i suoi fratelli sono sul palco a suonare lui entra fra esplosioni di fuochi di artificio e luci: i suoi capelli prendono fuoco, subito non se ne accorge e continua a cantare e ballare poi si getta a terra e viene soccorso. Famosa la sua foto all’arrivo in Ospedale sulla barella, il capo e il viso parzialmente coperti di bende e il braccio alzato per salutare con la mano su cui indossa il suo inconfondibile guanto. Riporta ustioni al cuoio capelluto e parte del viso ed a guarigione avvenuta Michael ottiene un lauto risarcimento che utilizza per costruire un reparto di un ospedale per bambini ustionati proprio a Los Angelese che viene chiamato “Centro Ustioni Michael Jackson”.
Il 14/5/1984 Michael è invitato alla casa Bianca e premiato dall’allora Presidente Ronald Reagan che gli conferisce un riconoscimento per aver concesso l’uso della canzone Beat It in uno spot contro l’abuso di alcool e si complimenta con lui per essere l’emblema del sogno americano: lavorando duramente si raggiungono tutti gli obiettivi.
Dal 6 Luglio 1984 al 9 Dicembre 1984 Michael e i fratelli partono per il loro ultimo tour: il Victory Tour dove ogni concerto è un tripudio di sound ed esaltazione e Michael è indubbiamente la stella più brillante. Il palco è un insieme di laser, luci stroboscopiche, nuvole di fumo colorate che avvolgono ogni cosa, magia ed illusione si fondono tra gli effetti speciali e i fuochi d’artificio. Non c’è da meravigliarsi se, poco prima della partenza del “Victory Tour”, è scoppiato il “fenomeno delle petizioni”: ogni città dove non era stato previsto il concerto, comincia a darsi da fare per raccogliere firme e riuscire, così, ad ottenere una performance nel proprio stadio. A Boston, alla redazione del quotidiano “Boston Herald”, che aveva stampato dei tagliandi di petizione, arrivano ben diecimila risposte. Allo Iowa State University, gli studenti raccolgono venticinquemila firme per riuscire ad ottenere un’esibizione dei Jackson nel loro Stato. Anche i politici si impegnarono in questa, per loro, originale campagna: il sindaco di Boston e quello di Detroit invitano il gruppo nei loro rispettivi stadi, e a Gary le autorità organizzano una manifestazione intitolata “Michael Jackson Come Home”. Insomma Michael è ormai un “fenomeno musicale” di quelli con la “effe” maiuscola e il suo nome appartiene già alla leggenda. Ma in quello stesso periodo Michael manifesta i primi sintomi di una terribile malattia: la vitiligine che comporta la depigmentazione della pelle, le sue mani e il suo viso iniziano a presentare delle macchie chiare, bianche. Tale problema però non viene diffuso ai media.
Nel 1985 Michael compie ciò che negli anni futuri gli causa non pochi problemi: acquista ad un’asta il catalogo ATV di quattromila canzoni, inclusi duecentocinquantuno brani dei Beatles! Questo, scatena la rabbia di Paul McCartney che, presente all’asta, avrebbe voluto per sè i diritti d’autore del suo vecchio gruppo ed invece si trova a non poter far nulla contro questo “mostro” di potenza, ricchezza e furbizia che gli soffia l’affare sotto al naso. Si rompe così un sodalizio musicale ed una grande amicizia: Michael è dispiaciuto ma d’altronde era un’asta lui ha offerto di più e si è aggiudicato il catalogo. Nella primavera del 1985, presso il museo M.me Tussaud, a Londra, viene eretta la statua di cera che rappresenta il cantante in una sua caratteristica posa. Verso la fine di Marzo Michael vola nella capitale inglese per assicurarsi che l’opera sia di suo gradimento e ne rimane piuttosto soddisfatto. Ovviamente la folla lo attende numerosa: più di cinquemila persone si trovano sul posto a rendere omaggio al loro beniamino, salutando l’arrivo della star con la rituale ovazione.
Michael utilizza la sua fama e i suoi guadagni per numerose opere di beneficenza, specialmente legate ai bambini. Così nel 1986 partecipa ad una iniziativa per aiutare il Terzo Mondo: scrive insieme a Lionel Richie e a Quincy Jones la canzone “We are the World”, che diventa un commovente inno di pace cantato da tutti. Alla relizzazione del brano partecipano le stelle più brillanti del mondo della canzone, unite in un gruppo dal nome di “USA for Africa”. Con questo brano Michael vince il Grammy come autore della canzone dell’anno.
Nell’estate del 1984 Michael è impiegato in un film per la Walt Disney, che lo vede protagonista accanto ad Angelica Houston: “Captain EO” una produzione di George Lucas per la regia di Francis Ford Coppola. Si tratta di un minifilm in cui Michael lotta contro mostri di cartapesta nello scenario di un conflitto spaziale la pellicola è incredibile, piena di effetti speciali e in tridimensione, dura solo diciassette minuti: 10 di avventura spaziale, seguita da un video rock di sette, ma è un concentrato di tecnica e spettacolo. Basti pensare che ogni minuto di film è costato ben un miliardo e settecento milioni di lire. Purtroppo non è cosa da tutti poterlo vedere, in quanto lo proiettano solo a Disneyland e a Epcot, la città del futuro costruita in Florida. Del resto, la Walt Disney Production si è impegnata in questo lavoro, proprio per poterne avere l’esclusiva. Michael Jackson, o meglio, Capitan EO, canta e balla al comando della sua nave spaziale, il cui equipaggio è composto da un piccolo elefante verde, una scimmia alata, una coppia di gemelli siamesi barbuti e un paio di robots, in grado di trasformarsi in suonatori rock. L’incredibile ciurma sbarca su un pianeta privo di colori, dove regna la cattiveria, governato da una regina perfida come un’arpia (A. Houston) qui nasce una furiosa battaglia e, alla fine, tra colpi di armi galattiche e canzoni, i nemici si trasformano in ballerini e la regina diventa una bellissima ragazza. Insomma un film simpatico e divertente, che ha permesso al Michael di vivere, una volta in più, nel suo mondo ideale, dove gli animali parlano e i buoni vincono sempre.
Bad –Leave Me Alone
Il 28 agosto 1987 esce Bad, terzo album di Michael per la Epic, e ultimo prodotto da Quincy Jones. Da Bad sono estratti sette singoli (I Just Can’t Stop Loving You, Bad, The Way You Make Me Feel, Another Part of Me, “Man in the Mirror”, Dirty Diana, Smooth Criminal) cinque finiscono al numero uno delle classifiche, ma l’album vende meno copie di Thriller. Il disco è comunque di grande successo di vendite (oltre 30 milioni di copie nel mondo) e si presenta ricco di sorprese: Stevie Wonder canta in duetto con Michael Just Good Friends, una stupenda canzone scritta da Terry Britten, autore di molti successi di Tina Turner. La canzone Smooth Criminal, terzo singolo ricavato dall’album, è accompagnata da un filmato della durata eccezionale di novanta minuti. Da segnalare sono sicuramente Man In The Mirror scritta da Siedah Garret e C. Ballard, arricchita da sensazionali cori-gospel finali, I Just Can’t Stop Lovin’ You dove Michael duetta con Siedah Garret e Dirty Diana dove spicca l’assolo di Steve Stevens, alias Billy Idol. Insomma, com’era immaginabile, anche quest’ultima fatica di Michael ha dato i suoi buoni frutti e tanti capolavori musicali. Il video per la title track Bad è diretto dal regista Martin Scorsese, proprio quel Martin Scorsese di Taxi Driver e di Toro Scatenato, specialista di pellicole girate in bianco e nero, Girato in una stazione della metropolitana chiusa per una settimana per consentire le riprese. Una storia quasi romantica, e sicuramente moralistica: il giovane Daryl, conclusi gli studi in una scuola “per bene”, torna al vecchio quartiere, ai vecchi amici. La banda dei suoi amici, dopo essersi confrontata con lui, decide che Daryl non è più un “giusto”, un “cattivo”, un “duro”; insomma, non è più “bad”, ma è diventato un bravo ragazzo. Lui replica che può dimostrare di essere “bad” scippando un vecchio alla metropolitana… ma non ce la fa. Si arrabbia e dice ai “fratelli” che il loro essere “bad” non è da giusti e che lui dimostrerà loro che cosa significhi essere “bad”. Alla fine i “fratelli” capiscono che si sono sbagliati ( you are doin’ wrong…) e che essere “giusti” non significa essere necessariamente criminali. Il video girato in bianco e nero nella prima parte recitata e a colori nella seconda dove Michael “dark e borchiato”, canta e balla il “suo essere bad”. Notevole è il gospel finale, una splendida esecuzione “a cappella” solo voci, dove Michael canta e un coro di ballerini “made in subway” risponde. Il video mostra per la prima volta il cambiamento fisico di Michael : la sua pelle nera dell’epoca di Thriller è ora schiarita. L’intera stampa gli dedica moltissimi servizi, e i tabloid diffondono la notizia di operazioni chirurgiche fatte per modificare il suo aspetto e il colore della sua pelle: sostengono che Michael voglia rinnegare la sua razza. I giornalisti non hanno limiti nella loro fantasia perversa pur di legare a Michael qualche eccentricità a volte ridicola: dorme in una camera iperbarica, si fa bagni nel latte, ha un santuario nella sua casa dedicato ad Elisabeth Taylor sua carissima amica, ha comprato le ossa di Elephant Man…. Le uniche verità sono le mascherine mediche da lui indossate in pubblico, sostituiscono o si aggiungono agli occhiali: lo “proteggono dal mondo” e “l’amicizia” di Michael con il suo famoso scimpanzé Bubbles. Michael per natura timido e schivo, consigliato dall’allora manager Frank Di Leo resta in silenzio. Successivamente si viene a sapere che molte delle notizie venivano diffuso proprio da Di Leo per creare ancora più interesse nei confronti di Michael, quest’ultimo non appena venuto a conoscenza della cosa ha poi prontamente licenziato Di Leo. Nel 1988 esce l’autobiografia Moonwalk dove dichiara di aver effettuato due operazioni di rinoplastica ed uno spacco sul mento, ma ancora non accenna ai problemi legati alla vitiligine.
Nello stesso anno esce Moonwlker, un film scritto, diretto ed interpretato da Michael che ripercorre la sua carriera, dagli esordi con i Jackson Five alla pubblicazione dell’album Bad e comprende numerosi filmati inediti e i video musicali di quest’ultimo album. Nel film c’è anche il video di Bad nella versione tagliata, reinterpretato da un gruppo di bambini e il video di Leave Me Alone, canzone in cui Michael lancia un chiaro messaggio ai giornalisti: Lasciatemi Stare! Il video infatti mostra tutte le presunte stranezze a lui attribuite, tutto ciò che la stampa ha scritto su di lui e Michael stesso che “viaggia” attraverso esse su un piccolo razzo per arrivare ad un parco dove è lui stesso il Luna Park: il suo corpo infatti sostiene tutte le giostre fino a quando lui si ribella e alzandosi distrugge tutto. Ci sono spezzoni di concerti ed esibizioni coreografiche e un film che narra dell’avventurosa lotta che Michael conduce contro il super-criminale Mister Big (Joe Pesci) e i suoi gangster intenzionati a diffondere la droga nel mondo servendosi di innocenti bambini. In quel periodo Michael è insignito del titolo di “Re Del Pop” conferito da Elizabeth Taylor ed Eddie Murphy ai BRE Awards. Il 12 Settembre 1987 parte il Bad Tour che si concluderà dopo 2 anni: il primo da solista di Michael, un tour ineguagliabile, unico, ogni tappa è un tripudio di fans, gli stadi sono gremiti di persone, ad ogni data è un record di tutto: incassi, presenze, malori dei fans. Michael ha 30 anni una grinta da vendere e vuole dimostrare al mondo intero le sue capacità di intrattenitore, cantante, ballerino e ci riesce divinamente. Michael non si concede molto ai media quindi le speculazioni su di lui continuano: si mette in discussione la sua sessualità in quanto negli anni non lo si è mai visto in compagnia di molte donne se non le sue amiche già “datate”: Elisabeth Taylor, Diana Ross, Katherine Hepburn, Sofia Loren…. In occasione del video di The Way You Make Me Feel e Dirty Diana, Michael conosce Tatiana Thumbtzen che recita con lui. Tra i due nasce un forte sentimento, tanto che Tatiana segue Michael per una parte del Bad Tour: è lei la ragazza che Michael segue sul palco corteggiandola come faceva nel video di The way you make me feel. Ma ad una tappa del tour durante l’esecuzione del brano Michael si avvicina a Tatiana come fa solitamente e lei afferrandolo per la camicia lo bacia.
Nella tappa successiva e per le tappe rimanenti del tour Tatiana non figura più tra gli artisti. Dietro questa sparizione c’è lo “zampino” del Manager Frank Di Leo che non vuole “interferenze” nella vita privata di Michael che possono influenzare la sua “produttività”. Negli anni successivi Tatiana informa la stampa che la sera stressa della tappa “incriminata” viene licenziata, minacciata di ripercussioni sulla vita privata e professionale e pagata profumatamente per allontanarsi definitivamente da Michael. All’epoca non si conosce nulla di questo e così le insinuazioni su di lui continuano….
Il 24 Gennaio 1989 si conclude il Bad Tour e Michael si prende il giusto e meritato riposo nel suo nuovo ranch ha infatti comprato una vastissima proprietà, di oltre 3300 acri, ribattezzata NEVERLAND, attrezzata con zoo, parco tematico, cinema e molto altro; il tutto a disposizione di centinaia di bambini che giornalmente e gratuitamente visitano questo ranch.
L’amore di Michael per i bambini è noto e queste sue attenzioni hanno un enorme impatto mediatico, girano voci su complicati rapporti tra Michael e i suoi giovanissimi ammiratori. Michael ama i bambini e ama trascorrere il suo tempo con loro, è lui stesso un bambino, lui che mai lo è stato proprio a causa della sua infanzia negata.
Grazie ad Elena per questa bellissima biografia

